LA SCUOLA CHIUDERA’ IL 6 MARZO

(I CORSI DI FOTOGRAFIA E ACQUERELLO SI SVOLGERANNO REGOLARMENTE!)

Scusate se vi do questa notizia e non sarà un post che magari richiamerà follower o molti mi piace, il popolo del web e dei social media ormai nel 2020 guarda il post carino, figo e coccoloso, penso che buona parte dell’economia di molte aziende giri su questi fattori social (purtroppo!).

Ebbene si, la Scuola chiuderà i battenti definitivamente.
Questa volta parlo in prima persona. Finora mi sono sempre rivolto al popolo dei social al plurale, come se la Scuola fosse una realtà con molti dipendenti, segretarie, addetti ai social ecc. ecc. Invece Lo Spazio delle Arti prima di tutto non è mai stata un associazione, quindi non nasce a scopo di volontariato, ma è un lavoro (e lo sarà fino all’ultimo giorno!). La Scuola nasce da una mia idea, da un mio progetto, da un mio investimento (in tutti i sensi).
Questo non lo sto dicendo perchè sono in cerca di complimenti, ma perchè trovo doveroso che le persone sappiano com’è la realtà dei fatti.
La realtà dei fatti è che ho deciso di chiudere prima di tutto per motivi economici, non voglio cadere nei soliti luoghi comuni “c’è la crisi”, le tasse, affitto ecc.. però la realtà è questa. Un “luogo comune” invece mi sento in dovere di tirarlo fuori, chiamatela constatazione, accusa, critica, ognuno trovi l’aggettivo che crede.
Tra i motivi chiave per cui ho scelto Castelfranco Veneto c’era il fatto di dare una ventata di “Novità” e di Arte in più rispetto a quel poco che c’è in giro (con questo non voglio accusare le altre realtà, ognuno ha sempre fatto il suo!).
La popolazione del territorio evidentemente non ha recepito il messaggio, il cosiddetto feedback; questo dipende da tutta una serie di fattori, che trovo giusto spiegare.
Siamo nel 2020 ed è inutile nasconderlo, la cultura musicale è cambiata radicalmente negli ultimi 20 anni (io stesso ho 29 anni e quando ho iniziato a studiare musica c’erano molte cose diverse). La Musica è un linguaggio, una disciplina prima di tutto. Ormai al giorno d’oggi manca da gran parte della popolazione l’interesse verso una cultura musicale (mi azzardo a dire di una cultura in generale a quanto si vede e si sente in giro!). Adesso ci sono i reality, ci sono tutti gli show, ci sono tutti gli “artisti” che durano quanto un paio di calzini o un paio di scarpe. Tutti noi (me compreso) siamo abituati ad avere tutto smart, pronto subito e senza far fatica, invece la musica non può essere così considerata. Imparare uno strumento musicale (qualsiasi sia) implica uno “sforzo”, un impegno, una serietà, uno studio. Come ho scritto all’inizio del post, ormai nel 2020 conta solo il post carino e “figo”. Ho sempre cercato, dal primo giorno di attività, di mantenere una trasparenza a livello artistico, fornendo tutti i curriculum dei professionisti che hanno collaborato con me, con la mia scuola, ma poi mi sono reso conto, strada facendo, che questo alla popolazione non interessava. Alla popolazione interessa risparmiare e fare il minor sforzo possibile. Adesso vanno di moda i workshop, che tutti sono affascinati da questa forma così commerciale, molti pensano davvero che 8/10 ore con un professionista possano cambiare la propria professionalità (il professionista per dimostrare quello che sa fare in quelle ore ci ha messo anni e anni!), tutti sono affascinati poi dal black friday, il cyber monday, chissà quante persone hanno comprato il frullatore o la lavatrice in quel giorno pensando veramente di risparmiare!
Tutte le scuole pubblicizzano “Prima lezione gratuita”, cosa che sembra oro colato per i genitori e per i nuovi allievi, tutti davvero credono che un bambino (o un adulto) che non ha mai toccato uno strumento musicale, in 30/45 min possa capire se può essere portato o meno, la realtà è che serve più per l’insegnante per capire l’allievo con cui avrà a che fare, ma di sicuro non per l’allievo (l’ho fatto anche io per carità, ma solo per un fattore commerciale).
Da settembre 2018, quando ho inaugurato la scuola, sono state molte le telefonate da “libro di barzellette”; c’è chi ha chiamato chiedendo se i corsi di musica sono a pagamento, chi ha chiesto quante lezioni servono per imparare a suonare il pianoforte, chi ha telefonato per sapere se 5 euro all’ora possono andare bene (direi come al mercato del pesce, ma ormai con 5 euro forse non si compra neanche una sardina!), potrei continuare ma la realtà è questa.

A me dispiace molto sinceramente, oltre che per la mia chiusura, ma anche per la povertà culturale e artistica del territorio. E’ giusto che la gente castellana lo sappia, che persone legate a livello istituzionale (non farò nomi ma se uno fa un piccolissimo sforzo capirà immediatamente!) quando gli si chiede un appuntamento non rispondono nemmeno a una mail, e se rispondono non danno appuntamento. Sempre persone a livello istituzionale, che “dovrebbero” pensare alla cultura del territorio rispondono “noi a casteo siamo apposto così, ci basta!” a eventuali proposte (senza chiedere un centesimo).
E’ giusto che la gente sappia che in questi anni ho lottato con i denti e con le unghie per tenere in piedi una realtà che per alcuni e per me è, ed era bellissima, ma sono sicuro che alcuni saranno felici per la mia chiusura.
E’ giusto che la gente sappia che nel territorio, ho cercato innumerevoli volte la collaborazione (reciproca ovviamente) di altre realtà, di altri professionisti, ma credetemi che le persone vere con cui sono riuscito sono veramente pochissime. Il clima che regna è quello di chiusura, sia da parte delle attività che da parte delle istituzioni pubbliche, Scuole (intendo pubbliche). Castelfranco è un territorio chiuso, di sicuro non aperto culturalmente, e di questo ripeto, mi dispiace molto, a prescindere dalla mia chiusura, ma per quei pochi castellani che vorrebbero avere qualcosa in più.
Dicono che quest’anno sia l’anno delle elezioni, io non ho potere di voto nel comune perchè non sono residente, però voi castellani una X potete metterla al posto giusto.!

Cari genitori che “preferite” regalare un tablet o un cellulare a vostro figlio/a piuttosto che comprare uno strumento musicale o iscriverlo a uno sport (sempre disciplina!) poi NON lamentatevi se il bambino o bambina non riesce poi a socializzare con gli altri compagni, se si chiude in se stesso, se cresce con disturbi dell’apprendimento, problemi di socializzazione e/o integrazione o altro ancora. So che è uno stress, una fatica e un investimento prendere la macchina e andare a Scuola di Musica, so che implica un investimento iscrivere il figlio/a in una scuola e comprare uno strumento musicale (credetemi, ormai gli strumenti musicali sono quasi alla portata di tutti, le possibilità per ottenere uno strumento sono molte ormai!), però penso che ogni genitore debba pensare prima di tutto al futuro del proprio figlio/a.

RINGRAZIO TUTTI QUELLI CHE HANNO CREDUTO IN QUESTO PROGETTO, IN QUESTA IMPRESA.. in primis la mia ragazza Chiara che mi è sempre stata vicino (dicono che si chiude una porta e si apre un portone!).
Ringrazio tutti i professionisti, tutti i docenti e gli esperti nei vari settori che mi hanno incoraggiato, aiutato, e che hanno e stanno collaborando con me, non farò i loro nomi ma spero che loro sappiano a chi mi rivolgo.
Ringrazio tutti gli allievi e i loro genitori, che hanno creduto in me e nella mia Scuola, non è facile dare fiducia alle novità.

GRAZIE A TUTTI

Alessio Bozzolan